Sorry, you need to enable JavaScript to visit this website.

Celiachia, allergia al frumento e sensibilità al glutine

I disordini alimentari correlati al glutine

Celiachia, allergia al frumento e sensibilità al glutine

Non solo celiachia, oggi con il termine più ampio di disordini glutine-correlati vengono indicate 3 patologie distinte: celiachia, sensibilità al glutine e allergia al frumento.

La celiachia

La celiachia è un’infiammazione cronica dell’intestino tenue causata dall’ingestione di alimenti contenenti glutine in persone geneticamente predisposte. Nei soggetti sani, la parete dell’intestino è rivestita da villi che hanno la funzione di assorbire le sostanze nutritive degli alimenti. Nei soggetti celiaci, i villi tendono a scomparire quando sono a contatto con il glutine e la mucosa intestinale viene danneggiata determinando una riduzione o totale mancanza di assorbimento dei nutrienti provocando molti disturbi.

I sintomi sono diversificati: da disturbi intestinali al marcato dimagrimento e all’associazione con altre malattie autoimmuni. La celiachia può essere identificata con analisi medico-specifiche denominate ricerche sierologiche o biopsie della mucosa duodenale.

La dieta priva di alimenti contenenti glutine è l’unica terapia disponibile per la cura della celiachia.

E’ stato scientificamente dimostrato che introdurre il glutine a 6 o12 mesi nell’alimentazione del bambino, non modifica il rischio di comparsa della celiachia.

L’allergia al frumento

A differenza della celiachia, l’allergia al frumento è indotta dal contatto, anche epidermico, con il frumento. Essa coinvolge il sistema immunitario provocando una risposta dell’organismo in presenza delle proteine del frumento.

Le manifestazioni di tale allergia interessano diversi apparati: dalla cute (dermatiti) all’apparato gastrointestinale (vomito, dolore addominale, diarrea), dall’apparato respiratorio (asma, rinite) a sintomi generali (anafilassi). L’allergia al frumento, come per il resto delle allergie, è diagnosticata sulla base di test cutanei o del sangue.

L’unica terapia di provata efficienza è l’eliminazione del grano; pertanto l’eliminazione contestuale di tutti i cereali dalla dieta (contenenti o meno glutine), senza una verifica della loro tollerabilità, è una pratica scorretta a livello nutrizionale.

La sensibilità al glutine

Con il termine di sensibilità al glutine diversa dalla celiachia (NCGS) si definisce una sindrome caratterizzata dalla presenza di sintomi intestinali ed extra intestinali dopo l’ingestione di alimenti contenenti glutine in soggetti in cui è stata esclusa la possibilità di celiachia o allergia al frumento.

Essa coinvolge una popolazione maggiore rispetto a quella affetta da altre forme di reattività al glutine. La celiachia interessa circa l’1% della popolazione italiana, l’allergia al frumento è stimata tra lo 0.4% ed il 2%, mentre la sensibilità al glutine diversa dalla celiachia arriva sino all’8%.

Ad oggi non esistono delle analisi mediche in grado di diagnosticare la sensibilità al glutine diversa dalla celiachia; pertanto una diagnosi per esclusione rappresenta l’unica modalità di riconoscimento di tale patologia.

I risultati scientifici finora ottenuti relativi alla sensibilità al glutine necessitano di ulteriori studi e approfondimenti. Per tal motivo, come suggerito dall’AIC (Associazione Italiana di Celiachia), sul piano clinico è fondamentale combattere l’autodiagnosi ed evitare che si escludano gli alimenti contenenti glutine prima ancora di un consulto medico.

nmms
nmms