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In Italia esistono più di 200 diverse modalità per fare la raccolta differenziata

Molti di noi più e più volte si saranno dovuti confrontare con le diverse regole che vigono in Italia in materia di raccolta differenziata. Si tratta di uno scenario estremamente variegato e articolato, spesso causa di errori e confusione: tra le differenti modalità di raccolta (da quella stradale a quella domiciliare) e l’ampio spettro di colori scelti per indicare una stessa tipologia di rifiuti, diventa talvolta davvero difficile orientarsi.  


Per capirne di più proviamo a fare il punto sulla situazione italiana, aiutandoci con i dati emersi dallo studio “Dove lo butto? – The consumer digital platform”, commissionato da Nestlé ad Althesys.

LE DIFFERENZE DELLA DIFFERENZIATA NEI COMUNI ITALIANI

Dalla ricerca, che ha coperto l’88,99% della popolazione italiana, emerge che in Italia si arrivano a contare da 62 a 93 soluzioni differenti per la raccolta differenziata: diverse tipologie di contenitori (es. campane, sacchi, bidoncini), misure e colori, nonché svariati modelli di raccolta dei rifiuti (es. stradale, domiciliare o isola ecologica). Basti pensare che talvolta persino all’interno dello stesso comune o centro urbano viene adottata più di una soluzione.  

Prendiamo l’esempio dei colori scelti per la raccolta differenziata. Nonostante esista un’apposita norma UNI 11686 sui “Waste Visual Elements”, nata proprio con l’obiettivo di identificare in maniera univoca le frazioni di rifiuti urbani tramite colori e simboli specifici, le indicazioni visive e cromatiche adottate nei comuni italiani non rispecchiano quanto previsto dalla normativa. Queste differenze possono creare confusione tra i cittadini, soprattutto quando si è in vacanza: l’abitudine di associare un determinato colore a un particolare tipo di rifiuto può essere fonte di errori e malintesi. Facciamoci attenzione quando ci capita di essere fuori casa. Tra raccolta differenziata di carta, vetro e plastica, vediamo allora alcune delle differenze che potremmo incontrare. 

LA CARTA: GIALLO, BIANCO O BLU?

Partiamo dalla raccolta della carta, che rappresenta il 41% del totale della raccolta differenziata dei rifiuti di imballaggio in Italia (3,5 milioni di tonnellate). Questa è quella con disposizioni più frammentarie: ben 92 modalità differenti nel nostro Paese tra colori e contenitori! Considerando le soluzioni utilizzate per questa tipologia di rifiuto, ritroviamo il giallo (29%), il bianco (23%) e il sacco di carta (18%). Il blu, che è il colore previsto dalla norma, copre attualmente solo il 15% dei casi.

IL VETRO: IL VERDE È UNA CERTEZZA

Dalla carta passiamo al vetro, un materiale che rappresenta il 26,4% del totale (2,3 milioni di tonnellate) della raccolta differenziata in Italia. Dal punto di vista delle soluzioni adottate si riscontra una minore disomogeneità rispetto alla carta: 62 diverse modalità, con una prevalenza del colore verde (61%), come previsto dalla norma, seguito dal blu (20%) e da altre forme di raccolta, come le isole ecologiche. Non mancano anche i sacchi con particolari adesivi, le cassette e i mastelli multiuso.

LA PLASTICA: DAL GIALLO ALL’AZZURRO PASSANDO PER IL BLU

Infine, c’è la plastica, che rappresenta il 17,7% del totale della raccolta differenziata (1,5 milioni di tonnellate). Sono 63 le diverse modalità impiegate per la raccolta di questo rifiuto. Dal punto di vista dei colori, si evidenzia un maggiore utilizzo del colore giallo (44%), come indicato dalla normativa, affiancato però da molteplici soluzioni alternative: sacco trasparente (13%), colore blu (12%) e azzurro (11%). 

Sei in confusione? Niente paura, Dove lo butto?, la piattaforma digitale powered by Nestlé, grazie alla nuova release, ti permette attraverso la geolocalizzazione di consultare direttamente le regole della raccolta differenziata che sono attive nel comune in cui ti trovi, senza dover cercare le informazioni di cui hai bisogno online, con il rischio di commettere errori.