Il Nestlé Parenting Initiative sull’essere genitori oggi

Essere genitori oggi

Il Nestlé Parenting Initiative sull’essere genitori oggi

Una nuova vita che nasce è una tappa importante per l’esistenza di ogni adulto. Quando viene al mondo un bambino, a cambiare è tutto il mondo che lo circonda a partire dalla vita della mamma e del papà per proseguire con quella dei nonni e di tutto il contesto sociale in cui la famiglia si inserisce. Si modificano i progetti futuri, l’approccio ai problemi, le piccole cose di tutti i giorni. Al pari del bambino, con il parto, vengono al mondo una mamma, un papà, nonni e zii. Se fino a qualche decennio fa, l’essere genitori era considerato un passaggio obbligato della vita adulta, nel nostro millennio, scegliere di mettere al mondo un bambino è, in molti casi, un atto consapevole che condiziona tutta la propria esistenza. Ma ogni esperienza è diversa, ogni genitore lo è a modo proprio.

È per questo che è difficile poter parlare di un solo modello di genitorialità, è più semplice allargare l’attenzione verso forme diverse e non per questo l’una meno importante dell’altra. Quando parliamo di genitorialità, infatti, intendiamo quel percorso di promozione e sostegno dello sviluppo di un bambino (fino all’età adulta) dal punto di vista sia fisico, ma anche emotivo, sociale e intellettuale. Diventare genitori non è una realtà statica, ma un percorso in divenire che si modifica nel tempo, legato ai cambiamenti dei figli e alle condizioni naturali. Non è sempre uguale e permette di scoprire più cose di se stessi. 

In definitiva, cosa hanno in comune tante mamme e tanti papà nel mondo? Molto di più di quello che si possa pensare. Perché nonostante non vi sia una storia universalmente condivisa per tutti i neo-genitori, quando si partorisce, a legare tutte le mamme e i papà sono incertezza e necessità di condivisione. In 16 Paesi del mondo Nestlè ha analizzato le risposte di un campione statistico significativo di 8.000 neo-genitori con bambini sotto l’anno di età, allo scopo di creare, nell’ambito del Nestlé Parenting Initiative, il Parenting Index: uno studio volto a comprendere le difficoltà comuni, al fine di studiare soluzioni adeguate a questo, tanto splendido quanto complesso, momento della vita.

Secondo il Parenting Index sono 8 i fattori comuni che influenzano una serena vita genitoriale. 

  1. Assenza di pressione psicologica, ovvero la somma di variabili come il giudizio da parte degli altri, la solitudine o l’autocritica che spingono il genitore a non affrontare serenamente questo importante capitolo della propria vita. 
  2. Resilienza finanziaria, la capacità di far fronte all’aumento delle spese pur nella sostanziale fissità degli introiti monetari familiari.  
  3. Sostegni per la vita lavorativa spesso assenti o difficili da ottenere, soprattutto quando si tratta di flessibilità. 
  4. Percezione di avere un bambino facile da gestire o di non averlo. 
  5. Accesso ai servizi e alle risorse per la salute e il benessere della famiglia e dell’infante.
  6. Ambiente favorevole ovvero lo sviluppo di una società che supporti i genitori e gli infanti
  7. Genitorialità condivisa, la possibilità di mettere a fattor comune istanze condivise con altri genitori
  8. Fiducia, soddisfazione e resilienza dei genitori. 

Crescere un bambino è un compito complesso, che ha, solo in parte, a che fare con l’alimentazione e lo sviluppo biologico della nuova piccola vita. È per questo che oggi si parla di genitorialità responsiva che è quell’insieme di atti che comprendono l’osservazione e la risposta ai movimenti, ai suoni, ai gesti ed alle richieste verbali del bambino, al fine di adattare i propri atteggiamenti a uno sviluppo ottimale dell’infanzia. Bisogna ascoltare e crescere pian piano con il proprio bambino poiché nessun genitore è, sin dal primo istante, pronto per quello che il futuro gli riserva.

Quindi come affrontare il cambiamento se si è appena diventati papà e mamma? Diventare genitori sereni presuppone alcuni suggerimenti da tenere a mente: 

  • Seguire il proprio istinto e fare affidamento su specialisti che possono aiutare nei momenti difficili (non solo medici, ma anche ostetrici, specialisti dell'allattamento, osteopati). 
  • Non pretendere troppo da se stessi, dal partner, dal bambino o dall’ambiente circostante, perché con il tempo si creano nuove abitudini e nuove routine. 
  • Non rimanere soli; incontrare altri genitori può aiutare nel dialogo e nella crescita ma il confronto può essere utile a patto che sia costruttivo e volto ad alleggerire la pressione. 
  • Prendersi tempo per sé, per il partner, per eventuali altri bambini: affinché l’inserimento di questa nuova vita all’interno del sistema familiare sia quanto più felice possibile. 

Proprio per questo, Nestlè si impegna per comprendere le esperienze dei neo-genitori di oggi, in modo da poter contribuire sostenendo le famiglie nei primi 1.000 giorni di vita. L’azienda rimane fedele al progetto cominciato nel 2016: aiutare 50 milioni di bambini a condurre una vita più felice e più sana entro il 2030. Fornire soluzioni nutrizionali all'avanguardia è sì, una parte importante di questo progetto, ma altrettanto spazio è accordato al supporto emotivo dei genitori.

Nel 2021 Nestlé è stata la prima azienda in Italia a introdurre due settimane di congedo di paternità con il 100% della retribuzione, in aggiunta a quanto già riconosciuto dalla legge. Inoltre, a dicembre 2019, a livello globale, ha annunciato una nuova politica di sostegno alle famiglie facendo salire a 18 settimane (rispetto alle precedenti 14) il congedo parentale per tutti i caregiver primari. Nel 2021 è nato il Nestlé Parenting Initiative, un programma internazionale che mira a semplificare la vita dei neo-genitori attraverso un percorso di consapevolezza e lo stimolo al dibattito sulle istanze che per prime influenzano i genitori nella cura e nell’educazione dei neonati e dei bambini.


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