Consigli Alimentari per il caldo: l’idratazione corretta per i più piccoli

Bambino piccolo e mamma bevono acqua dalla bottiglia

Nell’ambito della collaborazione con Nestlé per il progetto Nutripiatto, la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale dà utili consigli ai genitori: proporre ai propri figli di bere acqua più volte durante il giorno e privilegiare il consumo di frutta e verdura

Bambini e bevande: dalla SIPPS utili raccomandazioni per l’estate

Roma, 25 luglio 2019 – Durante la stagione estiva tutti hanno un desiderio di bere istintivo e spesso irresistibile, soprattutto quando si tratta di qualcosa di fresco. Per il bambino, però, non è proprio così. La sua “soglia” di sensibilità è infatti più alta e tardiva rispetto a quella di un adulto: quando un bambino avverte lo stimolo della sete si è già innescata una fase iniziale di disidratazione, la cui percezione è meno pronta ed efficace, e il cui aggravamento può diventare una vera e propria emergenza sul piano clinico. Partendo da questa considerazione gli esperti della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale si rivolgono ai genitori dando loro utili consigli in merito ad una corretta idratazione e all’importanza di scegliere frutta e verdura per affrontare al meglio l’estate. I suggerimenti rientrano nella collaborazione tra SIPPS e Nestlé nell’ambito del progetto Nutripiatto, lo strumento di educazione nutrizionale sviluppato da Nestlé e rivolto ai bambini dai 4 ai 12 anni al fine di promuovere i principi di un’alimentazione sana e bilanciata ma anche di una corretta idratazione e attività fisica.

Quanta acqua deve bere un bambino rispetto alla sua età?

Primo aspetto: ad ogni età il suo fabbisogno idrico

“Bisogna proporre al proprio figlio di bere acqua più volte al giorno nell’arco della giornata, a maggior ragione se pratica attività all’aperto o, in generale, svolge attività ludiche o motorie che possono ulteriormente distogliere la sua attenzione o attenuare il suo bisogno” afferma il Dottor Giuseppe Di Mauro, Presidente SIPPS. “Ricordiamo che il fabbisogno idrico giornaliero di base va da 1,4 litri a 4-6 anni a 1,8 litri a 7-10, salendo a 2 litri nella prima adolescenza e aumenta in proporzione alle perdite dovute all’esercizio fisico, alle condizioni ambientali e all’eventuale presenza di disturbi o patologie, per esempio vomito, diarrea e malattie febbrili”.

Famiglia con bimbi piccoli si reidrata in spiaggia

Cosa deve bere un bambino nei mesi più caldi?

Un altro aspetto riguarda il tipo di bevande consigliato.

La strategia migliore – prosegue il Dott. Di Mauro - è certamente l’acqua, possibilmente fresca e non ghiacciata, in quanto consente di ripristinare immediatamente le perdite dell’organismo. In questi mesi dell’anno poi è bene privilegiare il consumo di frutta e verdura, sia includendole singolarmente o in associazione ad altri ingredienti nel menu giornaliero (per esempio passato, minestrone, insalata di pasta o riso, macedonia, gelato) sia utilizzandole per succhi, frappè o frullati, utili anche per l’apporto di preziosi sali minerali. In generale, va sottolineato che le preparazioni domestiche, se da un lato consentono uno stretto controllo dei componenti, come per esempio la quantità di zucchero, dall’altro impongono il rispetto scrupoloso delle norme igieniche e della corretta modalità di conservazione. I prodotti industriali, per contro, offrono il vantaggio della pronta disponibilità e della sicurezza delle materie prime, ma è sempre utile leggere l’etichetta in modo da conoscere l’apporto calorico: per esempio, 100 ml di succo di frutta, a seconda della tipologia, possono apportare dalle 45 alle 60 calorie, per cui è preferibile ricorrere ai brick monodose piuttosto che alle confezioni formato famiglia, di cui è facile assumere, quasi senza rendersene conto, quantitativi elevati”.

“Questa considerazione – aggiunge il Dott. Piercarlo Salari, pediatra responsabile del Gruppo di lavoro per il sostegno alla genitorialità della SIPPS - vale anche e soprattutto per le bevande dolci e gassate, il cui consumo dovrebbe essere evitato o quanto meno limitato e controllato”.