Le false credenze sull’alimentazione dei bambini

Bambini che fanno merenda

Le false credenze sull’alimentazione dei bambini

Tratto da Linee guida per una sana alimentazione realizzato dal CREA, scopriamo quali sono i falsi miti che riguardano l'alimentazione dei bambini 

L’adolescenza è un’età molto delicata, perché caratterizzata da importanti mutamenti psico-fisiologici, tra cui soprattutto un rapido accrescimento della statura e la maturazione delle proporzioni del corpo. L’immagine di sé può essere influenzata da modelli e spinte sociali, frutto spesso di false credenze tramandate nel tempo, che possono portare all’adozione di schemi alimentari disordinati e squilibrati, spesso tanto ristretti e monotoni da provocare la carenza di nutrienti indispensabili e frenare il processo di crescita.  

Sotto il profilo nutrizionale, proprio perché in questa fase l’organismo va incontro a una crescita particolarmente rapida, i bisogni in energia e nutrienti sono molto elevati. In linea generale è quindi fondamentale non rinunciare per moda o per timore a nessuno dei principali nutrienti e gruppi alimentari (carni, latte, cereali, frutta, grassi da condimento), evitando di credere a falsi miti o di lasciarsi condizionare delle mode del momento. 

Le false credenze sull’alimentazione per i bambini

Ecco i 5 principali falsi miti riguardanti il regime alimentare dei bambini. 

1. Non è vero che sia di poco conto se un bambino non mangia la frutta e la verdura, o se è sedentario, o se è molto selettivo nella scelta dei cibi e che avrà tempo da adulto per correggere i suoi comportamenti. Al contrario queste abitudini nella maggior parte dei casi persistono nella vita adulta e qualche volta possono anche peggiorare. 

2. Non è vero che l’eccesso di peso del bambino si correggerà con lo sviluppo. Al contrario è proprio l’eccedenza ponderale in età scolare che è maggiormente correlata con quella da adulti. 

3. Non è vero che il cibo della mensa sia di scarsa qualità o cucinato male. I menù scolastici sono studiati da professionisti secondo le raccomandazioni degli esperti e quindi nutrizionalmente adeguati. I sapori possono essere diversi da quelli di casa, ma questo dev’essere percepito come una nuova esperienza. La mensa scolastica è un momento di educazione alimentare anche per abituare il bambino alla diversità. 

4. Non è vero che un insegnante debba occuparsi solo del rendimento scolastico del bambino; un atteggiamento problematico nei confronti del cibo, che si evidenzia durante il pasto, può essere un campanello d’allarme per disturbi del comportamento alimentare o in generale per una forma di disagio che un insegnante scrupoloso deve tenere presente. 

5. Non è vero che proibire certi alimenti sia sempre una strategia efficace. Anzi il divieto può fare diventare ancor più cercato e desiderato quel cibo proibito. 

Come comportarsi 

Dopo aver scoperto i principali falsi miti legati al regime alimentare dei bambini, di seguito possiamo trovare i consigli utili da seguire legati all’alimentazione per un corretto sviluppo dei ragazzi. 

• Consumare sempre alimenti di origine vegetale (frutta, verdura e legumi), per migliorare sia il rapporto tra i macronutrienti, che l’assunzione di minerali, vitamine e fibra alimentare. 

• Evitare di adottare – al di fuori da ogni controllo – schemi alimentari squilibrati e monotoni, magari seguendo le mode del momento. 

• Fare particolare attenzione, specialmente per una ragazza, a coprire gli aumentati bisogni in ferro e calcio: seguire alcune tendenze in voga che portano ad escludere dalla dieta alimenti come carne e pesce (ottime fonti di ferro e omega-3), latte e derivati (ottime fonti di calcio) rendendo molto difficile la copertura di questi nutrienti oltre a quella della vitamina B12. 

• Consumare regolarmente gli alimenti che sono fonte di calcio (latte e yogurt: 3 volte al giorno; formaggi: 3 volte a settimana; pesci di taglia piccola consumati con la lisca, 3 volte a settimana; vegetali ricchi in calcio; acqua ad alto contenuto di calcio) così da garantirne il giusto apporto che in quest’età è fondamentale, insieme all’attività fisica e all’esposizione al sole, per favorire il raggiungimento di un picco di massa ossea ottimale e ridurre il rischio osteoporosi in età avanzata. 

• Fare tutti i giorni un’adeguata prima colazione. 

• Preferire sempre l’acqua per dissetarsi, limitando l’assunzione di bevande zuccherate. 

• Limitare il consumo di alimenti ricchi di grassi, zuccheri e sale. 

• Limitare il tempo dedicato ad attività sedentarie e non trascurare un sonno adeguato; fare sempre attività fisica moderata-vigorosa per almeno 1 ora al giorno (come camminare, correre, salire le scale, ecc.), aggiungendo almeno 3 volte a settimana un’attività vigorosa che rafforzi muscoli e scheletro; è bene ricordare che l’attività fisica non è solo attività sportiva e ha un ruolo basilare per il benessere psico-fisico. 


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