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Iperlodosi, ipercifosi, cifolordosi, scoliosi
Iperlodosi, ipercifosi, cifolordosi, scoliosi: la classificazione dei disordini posturali e sport consigliati
+ salute

La colonna vertebrale è una struttura portante ed elastica che sostiene la nostra postura eretta. E’ costituita da vertebre cervicali, toraciche, lombari e sacrali; tra i vari corpi vertebrali sono presenti dischi intervertebrali, che permettono la mobilità e la protezione della spina dorsale.

Se la postura è corretta, la colonna non subisce alterazioni patologiche e la sua funzionalità rimane inalterata. Se, al contrario, assumiamo una posizione scorretta e per lo più continuata nel tempo, la colonna vertebrale subisce alterazioni e anche i dischi intervertebrali possono subire danni (per es. ernie o protrusioni), che spesso comportano l’insorgenza di algie e fastidi anche gravi. 
La postura corretta è un insieme di fattori genetici e comportamentali che portano all’armonia della colonna e delle catene muscolari paravertebrali, con assenza di tensioni e retrazioni.

I disordini posturali (o dimorfismi della colonna) si possono suddividere in: 

  • Dimorfismi sul piano sagittale
  • Dimorfismi sul piano frontale


Dal punto di vista sagittale i più importanti disordini sono: ipercifosi, iperlordosi e cifolordosi. In generale, hanno una forte componente comportamentale e posturale acquisita e, in minor grado, una componente genetica (anche se quest’ultima non può essere trascurata).

In particolare, per ipercifosi si intende un’accentuazione della cifosi dorsale, la cosiddetta "gobba". E’ più frequente nelle donne e si manifesta di solito durante l’adolescenza a causa di posture errate o di un’attività sportiva non corretta.

Per iperlordosi (di solito lombare) si intende un’accentuazione della lordosi fisiologica: a livello lombare si nota una curva più accentuata e marcata, con spostamento all’infuori dei glutei. In questo caso, alle cause genetiche si associano cause comportamentali, come l’uso frequente di tacchi alti.

La cifolordosi è una commistione delle due patologie precedenti, nella quale gli effetti nocivi sulla schiena si sommano. 

Dal punto di vista frontale il disordine più diffuso è la scoliosi, definita come la presenza di una curvatura laterale, dorsale o lombare (o entrambe), con rotazione della colonna stessa e formazione del gibbo costale. 
Le scoliosi sono idiopatiche (non dovute a cause esterne) nell’80% dei casi; sono invece la conseguenza di posture errate, protratte nel tempo, nel restante 20% dei casi. Spesso alla scoliosi si associa la cifosi o la lordosi.

Da questo breve resoconto si capisce quanto una corretta attività fisica sia fondamentale per prevenire le alterazioni posturali. 

Lo sport sicuramente più indicato fin da bambini è il nuoto: attività fisica che coinvolge tutti i distretti muscolari in modo armonico e simmetrico, senza provocare traumi e attriti con il terreno. Nuotare per esempio a dorso o a stile libero porta a sviluppare un’ottima muscolatura dorsale e paravertebrale, tale da supportare la spina dorsale. Lo stile a rana è di solito controindicato per chi ha problemi soprattutto lombari, poiché tende a schiacciare la colonna e, con essa, i dischi vertebrali.

Un altro sport molto importante e indicato è il ciclismo: contrariamente a quanto si possa pensare, la posizione corretta sulla bicicletta (a schiena dritta e ferma, non ingobbita), rafforza il sistema muscolo-scheletrico e lo armonizza. Inoltre il ciclismo è un ottimo sport aerobico, a impatto zero sulle articolazioni.

Da sottolineare che entrambi sono sport indicati per chi ha già problemi posturali, poiché tendono a fermare un’evoluzione in senso peggiorativo del dimorfismo. 

Lo stretching non è propriamente uno sport, ma è un’attività fondamentale per la tonicità e l’elasticità muscolare. Fatto in modo serio e costante, previene i disordini posturali e rafforza la muscolatura di tutto il corpo.

Infine anche la marcia o la corsa, se eseguite in modo corretto con la schiena dritta e in tensione, sono molto salutari.

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