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Immagine d’epoca a metà bianco e nero con donna lavoratrice e metà carta cioccolato fondente Luisa e sopra scritta Women in Nestlé

Quando dietro a una grande azienda ci sono grandi donne: le pioniere che hanno fatto la storia di Nestlé

Quante volte ci siamo sentiti dire “Dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna”? Già, e se noi oggi vi raccontassimo che dietro a una grande azienda ci sono tante grandi donne? Di chi stiamo parlando? L’azienda di cui parleremo è proprio la nostra: Nestlé

Nestlé nasce nel 1866 dall’intuizione di Henri Nestlé, un farmacista che nella cittadina svizzera di Vevey, inventa la Farine Lactée, ovvero la Farina Lattea, un alimento specifico per i bambini che non potevano essere allattati al seno.
Bene, fin qui probabilmente niente di nuovo, la storia del nostro famoso farmacista sicuramente è già nota ai più, quello che probabilmente in molti meno sanno è che dietro quella che oggi possiamo definire senza troppi giri di parole la più grande azienda di Nutrizione, Salute e Benessere ci sono state (e ci sono tutt’oggi!) tantissime donne! Proprio così, Nestlé ha una storia, piena di figure femminili brillanti, intraprendenti e rivoluzionare che con il loro fondamentale contributo hanno fatto la differenza e giocato un ruolo decisivo nella crescita dell’azienda.
Si tratta di pioniere, che più di 150 anni fa hanno rotto con le idee tradizionali di cosa significasse essere una donna. Donne che hanno gettato le basi per la diversità e l'inclusione, per l'uguaglianza di genere e per l'emancipazione femminile. Priorità che erano e sono oggi più che mai alla base della cultura aziendale di Nestlé.

Ma quindi chi sono queste incredibili donne del passato? Vediamole insieme e scopriamo perché hanno fatto la storia.

Foto con scritta Clementine Therese Nestlé

Le donne di Nestlé: Clementine Therese Nestlé

Per iniziare come non citare Clementine Therese Nestlé, la moglie del nostro caro farmacista. Probabilmente l’azienda per come la conosciamo oggi non esisterebbe senza il suo contributo. Infatti, dopo l’ideazione della Farina Lattea fu proprio Clémentine la prima a capire il vero potenziale commerciale di questa invenzione, guidando l'espansione dell’azienda familiare ben oltre i confini della Svizzera.
Clémentine non solo era la prima confidente del marito, ma con lui prendeva decisioni importanti, inoltre grazie ai suoi legami familiari con i circoli medici in Germania fu determinante per introdurvi i loro prodotti per neonati.
Il ruolo di Clémentine andò ben al di là di questi contributi isolati, lei svolse un ruolo attivo nell'azienda sin dall'inizio, dall'approvvigionamento di materie prime alla produzione, dall’imballaggio alla spedizione, dalla gestione della voluminosa corrispondenza dell'azienda alla responsabilità esclusiva della gestione del personale.
Clémentine ha continuato a portare avanti le sue attività mentre l'azienda si espandeva e non ha mai dato segno di volersi ritirare a vita privata; si era così ben organizzata che per molto tempo Nestlé ha potuto fare a meno di altri dirigenti!

Foto e scritta Adelheid Page-Schwerzmann

Anna Dorothea Nestlé-Andreae

Un altro personaggio che sicuramente non possiamo non menzionare è Anna Dorothea Nestlé-Andreae, ovvero la zia di Henri Nestlé, nonché la sua prima finanziera. Proprio così, fu infatti la zia Anna, nata in una ricca famiglia di mercanti, a prestare a Henri 8'727.00 franchi per finanziare la proprietà "En Rouvenaz" che acquisì a Vevey nel 1843 e che fu punto di partenza della sua attività indipendente, contribuendo in maniera decisiva alla costruzione del successo del nipote che inventerà la sua Farine Lactée ben 24 anni dopo.

Adelheid Page-Schwerzmann

Un’altra figura femminile che possiamo annoverare fra le nostre pioniere è Adelheid Page-Schwerzmann, la moglie di George Ham Page, titolare, insieme al fratello Charles, della Anglo-Swiss Condensed Milk Company, la prima azienda di latte condensato in Europa, che nel 1905 si fonderà con Nestlé.
Filantropa, pioniera, mecenate delle arti, moglie e madre, Adelheid Page era una donna sicura di sé, amava leggere ed era in grado di parlare diverse lingue.
Adelheid non solo aveva una grandissima influenza sugli affari del marito, ma addirittura prese il suo posto, insieme al figlio Fred, quando egli morì, portando avanti e trasformando l'attività. Contribuì in prima persona a creare un ambiente migliore per i lavoratori della fabbrica, facendo in modo che le famiglie dei lavoratori beneficiassero di un asilo nido costruito proprio nella loro fabbrica di Cham ed assunse un corpo docente completo stabilendo un elenco di regole educative e comportamentali per gli insegnanti che vietavano di picchiare i bambini, un approccio a dir poco rivoluzionari per l’epoca!
A causa della sua salute precaria, Adelheid fu anche un'attiva attivista nella lotta contro la tubercolosi e instituì due sanatori, uno dei quali per l'assistenza primaria ai bambini.
Adelheid è riuscita a costruire la propria identità economica e civica prendendo il controllo della propria vita alle sue condizioni, rivoluzionando l'idea stessa che essere una donna volesse dire solo essere una moglie e una madre.

Foto e scritta Luisa Spagnoli

Luisa Spagnoli

Ed infine come non citare lei, la nostra beniamina italiana: Luisa Spagnoli. Possiamo affermare senza ombra di dubbio che la storia di Luisa Spagnoli è una storia di successo, un’imprenditrice innovativa e brillante dalle cui intuizioni nasce non solo il fondente Luisa®, l’inconfondibile cioccolato Perugina®, ma anche un’icona senza tempo: il Bacio® Perugina®.
Ma andiamo per ordine, la storia inizia nel 1907, quando a Perugia nasce la Perugina, un piccolo laboratorio che produce confetti; tra i soci ci sono due cognomi che diventeranno celebri nell’industria italiana: quello dei due coniugi, Annibale e Luisa Spagnoli, e quello di Francesco Buitoni.
Luisa è un profilo anomalo nel panorama di inizio Novecento: una donna non solo imprenditrice, ma con una spiccata vocazione tecnica. Sarà lei la donna dei prodotti, delle ricette, della gestione della Fabbrica e dei costi al personale.
Nel 1917 lancia il Cacao Perugina, un escamotage economica e casalinga per permettere a chiunque di accedere al gusto del cioccolato! Nel 1919 mette a punto il fondente Luisa, con un selezionata miscela di cacao e un sapiente processo di lavorazione. Nello stesso anno lancia la tavoletta Grifo al gusto latte ed al gusto caffè per poi mettere a punto nel 1924 una serie di cioccolatini: Dimmi di si, Banana, Gianduiotti fino ad arrivare negli anni Trenta a una gamma di oltre 150 tipi di cioccolatini diversi di cui 50 nudi, ovvero non incartati, mentre nel 1927 nasce la Caramella Rossana.
Negli anni Venti, Luisa entra ufficialmente nel consiglio di amministrazione di Perugina, che è tra le aziende più innovative e all’avanguardia nell’Italia del tempo, sotto la guida di Giovanni Buitoni, figlio di Francesco. Sono i primi a incartare e inscatolare i cioccolatini, applicando le tecniche dell'organizzazione scientifica al lavoro.
La svolta però arriva nel 1922: Luisa si accorge che il cioccolato e la granella di nocciole non usate in azienda, a fine giornata, vengono buttati. Inventa così un cuore di gianduia e granella di nocciole, impreziosito da una nocciola intera e ricoperto dal suo fondente, un cioccolatino simile alla nocca di una mano, che chiama “Cazzotto”. Sarà Giovanni a rinominare questo cioccolatino Bacio® Perugina® dando vita a una storia di successo e d’amore. Proprio così, perché quello che ci fu tra i due brillanti imprenditori fu una profondissima intesa professionale che inevitabilmente trovò corrispondenza anche sul piano sentimentale.
La situazione si presentava complessa: Giovanni aveva 15 anni in meno rispetto alla signora Spagnoli, sposata e madre di 3 figli, Luisa però non esita ed affronta con determinazione e trasparenza la sua scelta sentimentale: si separa dal marito e porta con sé i figli.
Tutto questo fa di lei una donna risolta nel profilo di imprenditrice ambiziosa e magari anche un po’ cinica? Assolutamente no! Luisa non dimentica le origini umili e le difficoltà di essere una donna nel mondo del lavoro.
Negli anni della Grande Guerra, c’è Luisa a dirigere la Fabbrica di Fontivegge insieme a centinaia di operaie mentre gli uomini sono al fronte. Terminata la guerra, le “sue” operaie sono destinate a tornare a casa ad accudirei i figli mentre gli uomini possono tornare a lavoro, ma Luisa non abbandona le compagne, non vuole che cedano al ricatto di chi le vuole solo madri e mogli. Sono lavoratrici! Decide così di costruire, dopo che già nel 1916 aveva creato per le proprie operaie la Sala di allattamento, un Asilo nido e degli spacci all’interno dell’azienda per consentire alle donne di fare la spesa dopo il lavoro.
È grazie alle politiche di Luisa che la Perugina precorre i tempi unendo la visione lavorativa alla solidarietà femminile, anticipando di gran lunga il resto dell’Italia.
Alla fine della Prima Guerra Mondiale Luisa trova il tempo per lanciarsi anche in un’altra impresa: l’allevamento dei conigli d’angora, per creare capi destinati a rivoluzionare il settore dell'abbigliamento con produzioni raffinate, indossate dalle donne e dalle stelle dell’epoca. Sofia Loren, Anna Magnani, Esther Williams sono alcune tra le grandi attrici che vestono le originali proposte Luisa Spagnoli.
Luisa non riuscirà a vedere il successo delle sue creazioni e morirà nel 1935 a causa di una malattia, assistita fino alla fine da Giovanni Buitoni, suo compagno di vita.
Il suo nome e la sua storia però, non saranno dimenticati, ma anzi si legheranno per sempre a ciò che ha creato, rappresentando con Perugina® l’orgoglio dell’imprenditoria umbra in Italia e nel mondo.

Come abbiamo visto la storia di Nestlé è piena di figure femminili brillanti, intraprendenti e rivoluzionare che con il loro fondamentale contributo hanno fatto la differenza; una storia di donne a lavoro che fanno da spinta propulsiva per i cambiamenti e che contribuiscono alla crescita e al successo di questa nostra grande azienda, ieri, oggi e domani.

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