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Alimentazione bambini:

l’importanza delle porzioni per i bambini in età pediatrica e come capire le giuste quantità

Alimentazione bambini:

Per garantire un’alimentazione equilibrata ai nostri bambini, è fondamentale capire l’importanza non solo di ciò che cuciniamo per loro, ma anche le giuste porzioni e quantità di ciò che gli diamo.

La necessità di tradurre i fabbisogni di energia e di nutrienti indicati dai LARN in quantità di alimenti ha portato a quantificare in modo standardizzato le porzioni. Infatti Le "Linee Guida per una Sana Alimentazione Italiana" (Istituto Nazionale della Nutrizione e Ministero dell’Agricoltura e Foreste, 1986) tengono conto dei 7 gruppi di alimenti e offrono al consumatore una serie di suggerimenti per indirizzarlo verso le scelte nutrizionali più adeguate per mantenere un buono stato di salute, ma non danno indicazioni precise sulle quantità o il numero di porzioni di determinati cibi che devono essere assunte giornalmente e/o nell’arco della settimana. 

Definizione e quantificazione delle porzioni. Si definisce "porzione" la quantità standard di alimento espressa in g, che si assume come unità di misura da utilizzare per un’alimentazione equilibrata. Al di là dell’importante contenuto in nutrienti, la porzione deve essere di dimensioni "ragionevoli”: deve cioè soddisfare anche le aspettative edonistiche del consumatore ed essere conforme alla tradizione alimentare. Le quantità di grammi proposte per ciascuna porzione assumono perciò il significato di "unità pratica di misura della quantità di alimento consumata". Data la molteplicità di preparazioni gastronomiche, che spesso richiedono l’utilizzo di cibi diversi, le porzioni si riferiscono all’alimento di base crudo e al netto degli scarti. 

Come misurare la porzione con “unità di misura” casalinghe: il cucchiaio e il bicchiere. Nel nostro paese, con il passare del tempo, si sono notevolmente modificate le dimensioni degli utensili da cucina. La gamma di cucchiai tradizionali (cucchiaino da caffé, da tè, da dolce, da brodo e da minestra) si è sostanzialmente ridotta a 2 tipi principali: un cucchiaino piccolo (per caffè e tè) e uno grande da minestra o "da tavola", il cui contenuto è abbastanza standardizzato: mediamente 10 cc. E’ dunque possibile quantificare le porzioni in numero di cucchiai da tavola senza ricorrere all’uso della bilancia, conoscendo il corrispettivo in peso del cucchiaio riempito (colmo o raso) per i diversi alimenti. Con la dizione "cucchiaio colmo" si intende un cucchiaio "caricato", senza esagerare con equilibrismi per i cibi che si prestano a essere volumetricamente "appoggiati" in grandi quantità su basi relativamente piccole, come ad esempio il gelato. 

Per quanto riguarda il bicchiere, le dimensioni disponibili in Italia sono estremamente variabili. Come standard si è scelto un bicchiere "da vino" contenente circa 125 ml di liquido. Tale unità di misura è particolarmente utile per fornire indicazioni sulle quantità di latte e di vino. 

E’ necessario che il pediatra conosca la porzione media adeguata alle diverse fasce di età dei bambini e, qualora la rilevazione delle abitudini alimentari evidenzi porzioni troppo ridotte o troppo abbondanti, fornisca ai genitori suggerimenti precisi in modo da evitare gli eccessi.

nmms
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