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L'obesità

un problema in costante aumento

L'obesità

L'obesità è un problema che riguarda circa il 25% della popolazione adulta nei paesi industrializzati, con una frequenza in preoccupante crescita, soprattutto negli ultimi decenni. Se in passato i rischi legati a questa condizione venivano sostanzialmente sottovalutati, oggi è noto che un marcato sovrappeso favorisce l’insorgenza di molte malattie, soprattutto cardiache.

 

Quando si può parlare di obesità? Quando la quota di grasso dell’organismosupera il 25% negli uomini e il 30% nelle donne.
Come si può valutare il grado di sovrappeso? Un dato estremamente utile èl’Indice di Massa Corporea, che si ottiene dividendo il peso per l’altezza espressa in metri ed elevata al quadrato: quando il risultato supera 30, si è in presenza di obesità.

Se alcuni studi scientifici hanno dimostrato che l’obesità è collegata anche a fattori genetici; è indubbio che lo stile di vita nella moderna società occidentale favorisca notevolmente lo sviluppo di questa “malattia da benessere”: dieta grassa e ipercalorica unita a scarsa attività motoria (con ore trascorse al volante o davanti al computer) conducono più facilmente al sovrappeso.

Per ridurre l’incidenza del problema (che al Sud riguarda quasi il 29% della popolazione, contro il 19% al Centro-Nord), il Ministero della Salute è impegnato a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di seguire comportamenti salutari. In che cosa consistono? Prima di tutto, è fondamentale alimentarsi in modo vario ed equilibrato, diminuendo l’assunzione di calorie: basta ridurre le porzioni e limitare condimenti e bevande alcoliche. L’altro alleato della linea è il moto, che aumenta il dispendio di energia aiutando a “consumare” gli accumuli adiposi.
Questo significa che è necessario andare in palestra cinque volte alla settimana? Non necessariamente. Basta fare piccole scelte quotidiane orientate al benessere: spostarsi a piedi invece di usare l’automobile, salire e scendere le scale invece di prendere l’ascensore, preferire la bicicletta ai mezzi pubblici. E, per chi ama lo sport, non c’è che l’imbarazzo della scelta.

La policy di Nestlé sui lipidi.
Per contribuire a combattere il problema dell’obesità e delle malattie cardiovascolari a essa collegate, Nestlé è impegnata a eliminare e, ove non fosse possibile, ridurre gli acidi grassi TFA (trans fatty acids), che favoriscono la formazione delle cosiddette “placche” nei vasi sanguigni. L’obiettivo è fare in modo che la percentuale di acidi grassi TFA introdotti con la dieta si limiti all’1% dell’apporto calorico quotidiano (in linea con le raccomandazioni della World Health Organization).
Nestlé è inoltre impegnata a ridurre il contenuto di acidi grassi saturi nei suoi prodotti, compatibilmente con il mantenimento del gusto ottimale dell’alimento.
Ma il coinvolgimento di Nestlé in questo settore si estende anche al campo dellaricerca scientifica: presso il suo Centro di Ricerca, l’azienda sta studiando gli effetti sulla salute del consumo di diversi tipi di acidi grassi e, in particolare, dei TFA.

nmms
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